Mese: Ottobre 2014

Il lavoro come forma di schiavitù

Lavoriamo otto ore al giorno e anche piu’ per poterci permettere cibo, un tetto sopra la testa, un abito che ci copra o un auto che ci trasporti da un posto all’altro.
Chi non ha un lavoro – specie in questo periodo – deve in qualche modo rinunciare in tutto o in parte a queste cose, e ce ne sono alcune, come il cibo ad esempio, cui proprio non si puo’ rinunciare.
Eppure c’e’ stato un tempo in cui la societa’ era diversa, e la ridottissima dipendenza dal denaro prevedeva ritmi di lavoro molto meno alienanti di quelli attuali: mi riferisco in particolare al periodo antecedente alla rivoluzione industriale, a quando cioe’ le famiglie erano autarchiche e si mangiava cio’ che l’orto e le stagioni consentivano.

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La follia del patto di stabilità e crescita

In tempi cosi’ bui per l’Europa mediterranea – ma non solo – il cosiddetto Patto di “Stabilita’ e crescita” si conferma uno strumento di morte dell’economia reale, proprio come molti altri meccanismi europei di rientro dai “debiti” presenti e addirittura futuri.
Il Patto di “Stabilita’ e Crescita” – tanto per essere precisi – fu stipulato nel ’97 a seguito del Trattato di Maastricht, al fine di confermarne i cosiddetti parametri economici, ovvero deficit pubblico non superiore al 3% del PIL e debito pubblico al di sotto del 60% sempre del PIL.

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Le 10 regole del controllo globale secondo Chomsky

Noam Chomsky e’ uno dei piu’ grandi filosofi, pensatori e intellettuali contemporanei: a partire dalla guerra del Vietnam, si e’ affermato come attivista politico di spicco, partecipando a numerose iniziative contro la politica mondialista e colonialista degli USA e dei suoi alleati – primo fra tutti lo stato di Israele, da sempre vero feudo se non proprieta’ dei Rothschild.
Il suo decalogo delle strategie di conquista globale ha spopolato non solo in rete – ovviamente – ma anche sulle testate giornalistiche e sui media INDIPENDENTI.

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