Mese: Dicembre 2014

Morire per la crisi economica

La crisi economica e’ finta ma produce effetti reali: lo e’ in quanto creata a tavolino dalle banche che prestano i soldi agli Stati – con tanto di interessi – ma e’ reale in quanto produce sempre piu’ debito e interessi che non saranno mai piu’ saldati.
In un sistema del genere, dettato solo dall’avidita’ di un manipolo di uomini – tradotto banchieri – ci sono sempre piu’ persone che non ce la fanno piu’ e che decidono – ahime’! – di mettere fine all’unica cosa che conta per davvero in tutta questa confusione che chiamiamo mondo, l’unica cosa che e’ reale piu’ di tutte: la vita stessa.

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Il Bhutan e l’economia della felicità

Sembrera’ incredibile ma in questi tempi cosi’ bui, dove contano solo le “prestazioni economiche” degli Stati e dove l’umanita’ si riduce a brandelli per cose tipo debito, bot, bund, spread eccetera, sul pianeta c’e’ un paese che va controcorrente a tutto questo marciume.
Questo paese e’ il Bhutan, alias un piccolo Stato incastonato tra il sud della Cina e l’India.
Qui, infatti, si e’ deciso di adottare non il PIL – per chi ancora non lo sapesse questa sigla indica il Prodotto Interno Lordo, ovvero l’insieme di beni e servizi prodotti da uno Stato in un determinato periodo – quanto piuttosto la FIL, la felicita’ interna lorda, che misura il benessere della popolazione prima di qualunque parametro economico.

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