E se Jeffrey Epstein non fosse davvero morto?

E se Jeffrey Epstein non fosse davvero morto?

Ci sono, in effetti, diverse “coincidenze” che mi fanno pensare al fatto che possa essere ancora vivo. Parliamo di cose UFFICIALI e RISCONTRABILI. Ne ha parlato anche il giornale La Verità, e molto bene. Vediamole insieme:

1) Nel 2008, Epstein aveva ricevuto una prima condanna di SOLI 18 mesi per abusi sessuali e traffico di minori. Nonostante le prove fossero schiaccianti, si era dichiarato colpevole solo di sollecitamento alla prostituzione e traffico di minori (sic!), era arrivato a un patteggiamento con la procura, e aveva scontato la pena in un carcere di lusso, dove usciva addirittura per 12 ore al giorno. Era evidente: Jeffrey Epstein era INATTACCABILE, troppo forte, conosceva troppi SEGRETI. Cosa ci dice, però, questo? Che era ben PROTETTO, e non è assurdo pensare che qualcuno gli abbia offerto la stessa protezione… facendolo però sparire.

2) Tra i documenti rilasciati a fine gennaio dal Dipartimento della Giustizia, è spuntato un comunicato sulla morte di Epstein datato venerdì 9 agosto 2019, parliamo di un documento del Procuratore Generale del distretto sud di New York, dunque UFFICIALE!

Ebbene, nel database è spuntato fuori lo stesso documento ma datato – giustamente – il giorno successivo, cioè sabato 10 agosto 2019, quando, effettivamente, Epstein è morto. Parliamo di una questione DELICATISSIMA, come è possibile? Puoi confonderti con la data ma se confondi anche il giorno della settimana forse non è un errore. E’ possibile sbagliarsi su un fatto simile?

3) Da un rapporto dell’FBI emerge che il corpo che tutto il mondo ha visto attraverso i media quel 10 agosto del 2019 non era quello di Epstein. In sostanza, a causa della massiccia presenza di giornalisti e televisioni fuori dal carcere hanno messo in scena due veicoli, uno bianco e uno nero. Sono state utilizzate lenzuola e scatole per mettere tutto nel veicolo bianco (seguito dai giornalisti) ma il vero corpo sarebbe poi stato caricato sul veicolo nero.

4) Quando Epstein si è “suicidato”, le telecamere non funzionavano (le telecamere, chissà perché, non funzionano mai quando ce n’é bisogno!). Il tutto è stato giustificato dal fatto che il sistema era obsoleto e dunque facilmente soggetto a guasti, anche ripetuti.

5) Su un filmato di una telecamera esterna del carcere datato 9 agosto, si vede un uomo in tuta arancione andare verso la cella di Epstein alle 22.40 (ricordiamoci che quella notte poi si sarebbe suicidato).

6) Su 4chan (bacheca molto nota a quelli che hanno seguito l’intelligence militare Q sdoganata perfino da Donald Trump in tantissime occasioni) il 10 agosto del 2019 è comparso alle 14:44 un post anonimo di un tizio che fa intuire di essere un dipendente del carcere, che parla tranquillamente di scambio di persona in cella, e del trasferimento di Epstein su un furgone guidato da un militare. L’FBI arriva a conoscere l’autore del post: si chiama Roberto Grijalva, ed è effettivamente un cittadino di New York e percepisce uno stipendio federale.

Se tre coincidenze fanno una prova, qui siamo almeno al doppio!

Come sappiamo, la lotta VERA qui è tra GLOBALISTI e SOVRANISTI: a chi conveniva la morte di Epstein? Ai primi. E’ un caso che Ghislaine Maxwell – la sua socia – stia collaborando e parli di protezione di Trump?

Una cosa è certa: siamo all’inizio ufficiale della fine… di un intero sistema criminale MONDIALE.