Il 12 dicembre del 1969 un ordigno posizionato fuori alla Banca Nazionale dellAgricoltura a Milano, tra le bancarelle di un mercato, provoca diciassette morti e ottantotto feriti.
Quello stesso giorno, dopo la cosiddetta “Strage di Piazza Fontana”, si contano ben cinque bombe, due nel capoluogo lombardo e tre nella capitale: iniziera’, ufficialmente, una “strategia della tensione”, che si servira’ del terrorismo per determinati obiettivi di carattere politico, economico e sociale.
Cinque anni dopo, il 28 maggio 1974, a Brescia, alle dieci del mattino nella Piazza Centrale della Loggia, una bomba esplodera’ in un portarifiuti mentre e’ in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista, provocando otto morti e centodue feriti.

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